Laghi di Revine Lago

     

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Notiziario

Progetto" Borgo aumentato sul lago", cosa farà la Regione? Pochi giorni per decidere.

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio  ha comunicato la sospensione del procedimento autorizzativo per la realizzazione della piattaforma galleggiante sul Lago di San Giorgio, prevista nell’ambito del progetto PNRR “Cortili Frattali. Il borgo aumentato sul lago”, promosso dal Comune di Tarzo. (scarica PDF della Soprintendenza)

Il motivo della sospensione è la carenza di documentazione tecnica adeguata, necessaria per una corretta valutazione dell’impatto paesaggistico e ambientale dell’opera. Si tratta esattamente della stessa criticità che il Comitato Difesa Laghi e altre realtà impegnate nella tutela del territorio  avevano già evidenziato in più sedi: l’assenza di una progettazione chiara e completa e il rischio di un intervento potenzialmente impattante in un’area naturalisticamente e paesaggisticamente delicata.  ( la nostra lettera alla Soprintendenza)

 La Soprintendenza ha richiesto al Comune le seguenti integrazioni:

  • chiarimenti su eventuali modifiche morfologiche al terreno, come sbancamenti o appoggi per la passerella;

  • elaborati grafici aggiornati che rappresentino i percorsi di accesso alla piattaforma;

  • una relazione tecnica che giustifichi la scelta dell’area d’intervento e analizzi l’eventuale presenza di opere correlate.

Fino alla presentazione della documentazione richiesta, il procedimento resta sospeso. Se le integrazioni non saranno trasmesse entro 30 giorni dalla comunicazione ufficiale, l’autorizzazione paesaggistica verrà archiviata e il progetto non potrà proseguire.

Una volta completata l’istruttoria paesaggistica, cosa farà la Regione Veneto?

ll progetto ricade all’interno del Sito Natura 2000 “Laghi di Revine Lago - Tarzo” e, per questo, è obbligatoria la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VInCA), che deve essere richiesta dal Comune di Tarzo. Resta però il dubbio: il Comune ha effettivamente attivato questa procedura? La Regione si attiverà per verificare il rispetto delle norme ambientali? 

In un territorio dove la Regione ha concesso l'espansione dei vigneti, l'uso massiccio di pesticidi e un modello economico che punta esclusivamente sull'export e sul turismo, la vera domanda è: la Regione sceglierà di proteggere i Laghi di Revine, un patrimonio naturale unico e fragile? I laghi rischiano di essere sacrificati in nome di uno sviluppo che ignora le necessità ecologiche. La scelta è chiara: preservare ciò che rimane di questo ecosistema o continuare a favorire un modello che sta distruggendo il nostro ambiente? 

Chiediamo alla Regione di opporsi a questo progetto, per difendere i laghi e l’equilibrio del nostro paesaggio.

E a chi abita, conosce e ama questo territorio, rivolgiamo un invito sentito: domandiamoci se queste opere sono davvero necessarie per il bene dei laghi, dell’ambiente e della nostra comunità? Oppure rispondono soltanto a interessi personali, capricci e giochi di potere mascherati da progresso?"

Comitato Difesa Laghi di Revine

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09 Maggio 2025
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Nature Restoration Law: tutto quello che c’è da sapere, in un opuscolo.

Questo rapporto è stato redatto da Gabrielle Aubert (Institute for European Environmental Policy), con il contributo di Evelyn Underwood (IEEP), Sabien Leemans (WWF European Policy Office), Sofie Ruysschaert (BirdLife Europe and Central Asia) e Ioannis Agapakis (ClientEarth). Ulteriori contributi di consulenza sono stati forniti da Kaley Hart e Kenny Meganck (IEEP) e da Sergiy Moroz (European Environmental Bureau).

La traduzione è a cura di Lipu- Birdlife Italia

Per scaricare l'opuscolo clicca qui>>>

 

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08 Maggio 2025
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04 maggio 2025: altra carpa morta

04.05.2025/Laghi di Revine

Purtroppo è arrivata l’ennesima segnalazione di una carpa morta.

 

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05 Maggio 2025
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Il Diritto del Lago a Respirare. No ai capricci!

Apprendiamo oggi, da un articolo pubblicato sulla Tribuna di Treviso, le lamentele di alcuni turisti per l’impossibilità di completare il giro dei Laghi di Revine a causa dell’esondazione del lago. Una condizione che, ricordiamo, è del tutto naturale e ciclica, parte integrante del ciclo vitale di questo ecosistema.

Fortunatamente, ci sono ancora cittadini e abitanti del territorio che difendono quello che potremmo chiamare il “diritto del lago” a esondare, a respirare, a seguire i propri ritmi. Il vero problema non è l’acqua che invade i sentieri, ma l’idea che sia la natura a doversi adattare ai desideri e all’abbigliamento dei visitatori, e non viceversa.

Il lago non è una passerella né un parco giochi da modellare su misura di infradito o tacchetti. Chi sceglie di frequentare questi luoghi dovrebbe portare con sé RISPETTO.

Questo fa riflettere su quello che è il progetto " Borgo Aumentato sul lago" che sembra invece voler soddisfare proprio chi queste assurde richieste le fa. 

Infatti  il 13 marzo 2025 il Consiglio Comunale di Tarzo ha approvato una variante parziale al Piano degli Interventi, denominata “Cortili frattali. Il borgo aumentato sul lago – Attività 05: Passerella lungo lago – Percorso su terra”. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo percorso pedonale lungo il lago, che passa sotto il centro abitato di Fratta e si collega alla stradina secondaria che dal centro del paese scende fino all’acqua. Anche se nei documenti approvati non si fa mai esplicita menzione della piattaforma galleggiante prevista nel lago, appare evidente che il nuovo tracciato sia funzionale proprio a raggiungere quella struttura, già annunciata come “nuovo Cortile di Fratta”.

Proprio per fare chiarezza sulle intenzioni dell’Amministrazione, abbiamo presentato un’osservazione al progetto, evidenziando alcune criticità. Una delle principali riguarda il cambio di destinazione d’uso dei terreni attraversati dal nuovo tracciato, che da agricoli diventano destinati a viabilità. Riteniamo questa trasformazione non coerente con le norme del Parco dei Laghi né con il Disciplinare Unesco, anche perché un tracciato largo 2,5 metri difficilmente può essere definito un semplice “sentiero”. Inoltre, la rimozione del vincolo agricolo apre alla possibilità di future trasformazioni del paesaggio e interventi edilizi nei fondi confinanti.

Un secondo punto riguarda la mancata Valutazione di Impatto Ambientale. A nostro avviso, il progetto del sentiero non può essere considerato isolatamente, ma come parte di un intervento più ampio che comprende anche la piattaforma nel lago, la quale dovrebbe essere oggetto di una specifica valutazione ambientale, dato che il sito è protetto dalla Direttiva Habitat ed è già regolamentato dal Piano Ambientale del Parco dei Laghi. Invece, l’Amministrazione ha escluso tale procedura, motivo per cui abbiamo inviato una nota anche alla Sovrintendenza e agli uffici regionali competenti (Vinca-VAS).

La questione si fa ancora più delicata quando si considera che, pur non esistendo ancora un progetto ufficiale per la piattaforma galleggiante, l’Amministrazione sembra considerarla un’opera temporanea e removibile, cercando quindi di evitarne l’assoggettamento alle normali autorizzazioni. Abbiamo riscontrato che è stata avviata una pratica presso lo sportello SAUP del Comune  che solitamente si occupa di supportare imprese e attività produttive. 

In sintesi, ci troviamo di fronte a un’opera che interessa un’area a riserva naturale, che dovrebbe essere sottoposta a valutazioni ambientali puntuali e a un rigoroso controllo paesaggistico. Invece, il rischio concreto è che venga fatta passare come una semplice attività commerciale o produttiva, sottraendola al vaglio degli enti competenti e privando i cittadini di una corretta informazione. 

È necessario fare piena luce sulle procedure adottate, sui vincoli eventualmente ignorati e sulla legittimità delle autorizzazioni rilasciate. Il patrimonio naturale e il principio di legalità non possono essere messi da parte per forzare un progetto che solleva troppe domande e lascia troppe zone d’ombra.

 Per questi motivi chiediamo che vengano sospese tutte le autorizzazioni rilasciate e che siano bloccati i lavori in corso relativi al progetto PNRR "Cortili Frattali – Il Borgo Aumentato sul Lago", attività 04 ,  "Cortile dell’Acqua", in attesa di chiarimenti urgenti e approfonditi.

Chiediamo trasparenza su tutte le fasi autorizzative. Pretendiamo il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. Difendiamo il diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti nei processi che riguardano il loro territorio.

Associazione Vallata Sana

 

 

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04 Maggio 2025
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Nature Restoration Law: 8 maggio, due importanti appuntamenti

La Nature Restoration Law è la legge più importante della storia della natura europea. Prevede, per 25 anni, azioni di ripristino di tutti gli ecosistemi degradati - zone umide, fiumi, habitat costieri e marini, ambienti agricoli, ambienti urbani eccetera - a beneficio della biodiversità e delle società umane. ( Danilo Selvaggi - LIPU)
 
GiOVEDI 8 maggio alle ore 10.00 è organizzato un INCONTRO ONLINE NAZIONALE sulla Restoration Law.
Per partecipare è richiesta la iscrizione. > Tutte le informazioni
 
GIOVEDI 8 maggio dalle ore 20.30 è organizzata una  Conferenza su Restoration Law e Territorio 
L'incontro sarà in presenza a Vittorio Veneto, presso Nuova Laneria, via Carlo Torres, 17. VEDI MAPPA > CLICCA QUI
Relazione introduttiva di  Federica Luoni - Responsabile del Settore Agricoltura Lipu Italia
Relazione di Roberto Guglielmi - Delegato Lipu Sez. di Vittorio Veneto: "Effetti del disturbo antropico sul successo riproduttivo dello Svasso maggiore (Podiceps cristatus) ai laghi di Revine".
Sono  invitati i Cittadini e gli Amministratori del Territorio e tutte le organizzazioni del Coordinamento SOS territorio.
 
 
 
 

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04 Maggio 2025
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Il silenzio che copre il disinteresse

La struggente politica del “è solo un caso”, del “niente di preoccupante” e del “lavoriamo in silenzio” è ormai una scorciatoia per non affrontare i problemi. Serve a evitare critiche, a non esporsi, a far passare tutto sotto silenzio. Ma mentre si tace, i danni crescono. Non è distrazione: è una scelta consapevole. Una gestione che preferisce non vedere, non sapere, non agire. Una politica senza visione, che svende i territori alla logica del “rendere tutto gradevole”, purché risulti appetibile agli occhi dei visitatori.
Succede anche nei laghi di Revine, un’area protetta che fa parte della rete europea Natura 2000, trasformata in un mero palcoscenico turistico. Dove dieci pesci morti vengono ignorati come un “incidente isolato” e non come un segnale d’allarme. Dove l’eccesso di alghe non viene affrontato con soluzioni ecologiche, ma con un taglio superficiale, per migliorare l’estetica dell’acqua e compiacere gli occhi dei visitatori. Dove una piattaforma di plastica per i tuffi ha più valore di un canneto, abbattuto perché ritenuto “sgradevole alla vista”, e dove il progetto integrale dell’intervento non è ancora stato reso pubblico ai cittadini. Dove, invece di promuovere pratiche di gestione ecologica, si reintroduce il diserbante chimico nei cimiteri, solo per il decoro, ignorando che quelle sostanze finiranno nel lago, compromettendo ulteriormente l’equilibrio naturale. Dove i filari di vigneti si spingono a pochi metri dalla riva, in barba a ogni principio di tutela, con il rischio concreto di contaminazione da pesticidi e fertilizzanti.
Dove, quando ARPAV segnala la presenza di feci nell’acqua, la risposta del Sindaco è: “forse poco prima qualcuno aveva fatto pipì”, come se bastasse una battuta leggera per lavare via anche la responsabilità. Dove si innalzano antenne per agevolare le compagnie telefoniche, incuranti dell’impatto paesaggistico e ambientale. Dove aumentano le specie alloctone, favorite dall’alterazione degli equilibri ecologici, mentre quelle autoctone scompaiono nel silenzio.

E tutto questo perché studiare la biodiversità, monitorare gli equilibri ecologici, fare prevenzione vera, significherebbe assumersi responsabilità, significherebbe smettere di guardare solo ai benefici economici e iniziare a tutelare davvero l’ambiente. Ma chi amministra, troppo spesso, preferisce la passerella alla lungimiranza. Il decoro al rispetto. L’apparenza alla verità.

Chiediamo che ogni decisione e azione futura riguardante i laghi di Revine sia preceduta da approfonditi studi scientifici, consultazioni con esperti indipendenti e un reale coinvolgimento della comunità locale. Riteniamo indispensabile un cambio di rotta che privilegi la rinaturalizzazione dell’area, la tutela della biodiversità e il ripristino degli equilibri ecologici originari. Chiediamo inoltre che i laghi di Revine vengano riconosciuti a tutti gli effetti come Parco Naturale, un bene comune da proteggere e valorizzare nel rispetto della loro unicità ambientale e culturale.

Associazione Vallata Sana

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01 Maggio 2025
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28 Aprile 2025: carpa morta al Lido di Lago

28.04.2025

Laghi di Revine/Segnalazione: altra carpa morta -Al lido di lago ,vicino la barca taglia erba-

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28 Aprile 2025
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Comunità Laudato Si' di Follina ricorda Papa Francesco

Cari amici,

nel giorno in cui si celebrano i funerali di papa Francesco, condividiamo un ricordo della sua figura fatto a partire dalle sue parole.

Le parole di papa Francesco che leggeremo ci chiamano a non cedere all’indifferenza, ma a rispondere con responsabilità e coraggio alle sfide del nostro tempo. Non possiamo permettere che la sua voce profetica venga soffocata da una politica che antepone il profitto alla vita e smantella diritti fondamentali, come quello a un ambiente sano. Laudato Si’ e Fratelli Tutti non sono solo documenti da meditare, ma appelli vivi all’azione, alla cura, alla partecipazione.

Oggi più che mai restare uniti significa opporsi a un modello distruttivo e costruire insieme un’alternativa basata su giustizia, solidarietà e rispetto per ogni forma di vita. Le parole di papa Francesco sono un’eredità viva: custodiamole, diffondiamole, trasformiamole in azioni concrete.

Sosteniamo tutti insieme le associazioni e i movimenti che nei territori si battono per difendere la salute, i diritti dei lavoratori, la biodiversità, l’agricoltura contadina che dice no ai pesticidi e agli OGM.

In ricordo di papa Francesco

 Si moltiplicano in questi giorni su tv e giornali i ritratti di papa Francesco: sono una narrazione poliedrica in cui si rischia di perdersi, quasi sempre buonista (ora è diventato il papa di tutti, mentre in vita è stato osteggiato da molti), tra lo stile agiografico e il rotocalco, costruita tante volte su impressioni personali e idee vaghe più che sulla chiarezza, spesso divisiva, dei suoi pensieri. Crediamo sia utile e onesto in questi giorni provare a ricordare Francesco a partire dalle sue parole.

Gli anni del suo pontificato sono stati per noi un tempo di impegno e di lotta per i diritti della natura, il diritto alla salute e la giustizia sociale, in cui le parole di papa Francesco, soprattutto quelle della Laudato Si’, ci hanno accompagnato e sostenuto, fraternamente. Francesco infatti non ha avuto paura di schierarsi e nella sua enciclica lo ha fatto con chiarezza, stando inequivocabilmente dalla parte degli oppressi, degli “scartati”, come li chiamava lui, di coloro che soffrono violenza e ingiustizia; e comprendendo in queste categorie non solo gli umani ma anche la natura, in nome di quella che lui definiva la “fraternità universale” (LS 92; 228).

La Laudato Si’ è un documento eccezionale nella storia della Chiesa. Se vi erano stati in passato dei pronunciamenti del magistero della Chiesa Cattolica sulla questione ambientale, erano poco più che accenni, sporadici e disomogenei. Nessun papa prima di Francesco aveva dedicato un’enciclica alla questione ecologica e alla giustizia sociale, al “grido della terra” e al “grido dei poveri” (LS 49), legandoli insieme, inscindibilmente.

Nessun papa prima di lui aveva voluto chiamarsi Francesco, col nome del santo di Assisi che si rivolgeva alla natura come “madre” e si sentiva “fratello minore” di ogni creatura, tanto da avvicinare anche le più piccole con rispetto e ammirazione.

Papa Francesco nella Laudato Si’, facendo proprio lo sguardo sul mondo del santo di Assisi, ci ha invitato a riconoscere il “mistero delle molteplici relazioni” che esistono tra i viventi (LS 20), che “tutte le creature sono connesse tra loro” e che “tutti noi esseri creati abbiamo bisogno gli uni degli altri” (LS 42). E ancora: le creature, gli ecosistemi, l’intera natura non sono una “realtà informe” totalmente a nostra disposizione (LS 106), ma “una realtà che ci è stata previamente donata, che è anteriore alle nostre capacità e alla nostra esistenza” (LS 140) di cui va “riconosciuto il valore con affetto e ammirazione” (LS 69). “Se ci sentiamo intimante uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea” (LS 11). Non sembra in queste espressioni di sentire riecheggiare, attualizzate, le parole di Francesco di Assisi, il suo modo di vedere il mondo e le creature?

Francesco è stato attaccato da molti per molti motivi. Probabilmente ciò dipende anche dal fatto che abbia parlato in modo diretto, dando un nome alle cause e ai colpevoli della crisi ambientale e sociale in cui siamo inseriti. Ne citiamo solo alcuni: “l’Impero del denaro” (FT 116), “gli interessi del mercato divinizzato trasformati in regola assoluta” (LS 56), il diritto di proprietà privata, interpretato e tutelato dai nostri ordinamenti in maniera fuorviante ed eccessiva. Scriveva Francesco: “Il principio della subordinazione della proprietà privata a quello della destinazione universale dei beni e, perciò, il diritto universale al loro uso, è una regola d’oro del comportamento sociale, e il primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale. […] La tradizione cristiana non ha mai rico­nosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata” (LS 93).

Inoltre, e forse per la prima volta nella storia della Chiesa, Francesco ha indentificato con chiarezza un’ulteriore causa che sta alla radice della crisi del nostro rapporto con la natura: “il paradigma tecnocratico”. La scienza e la tecnica non sono realtà neutre, dice Francesco. Le innovazioni tecnologiche infatti nascono e vivono partendo da un pensiero, ci fanno comportare secondo le sue logiche, stanno modificando gradualmente il nostro modo di vivere, rendendolo sempre più astratto e lontano dal necessario “contatto fisico con la natura” (LS 44). Così, in uno splendido passaggio della Laudato Si’, il papa descrive il modo in cui la tecnologia ha mutato il nostro rapporto con la madre Terra: “L’intervento dell’essere umano sulla natura si è sempre verifica­to, ma per molto tempo ha avuto la caratteristica di accompagnare, di assecondare le possibilità offerte dalle cose stesse. Si trattava di ricevere quello che la realtà naturale da sé permette, come tendendo la mano. Viceversa, ora ciò che interessa è estrarre tutto quanto è possibile dalle cose attraverso l’im­posizione della mano umana, che tende ad ignorare o a dimenticare la realtà stessa di ciò che ha dinanzi. Per questo l’essere umano e le cose hanno cessato di darsi amichevolmente la mano, diventando inve­ce dei contendenti.” (LS 106)

A noi e ai nostri movimenti Francesco ricorda che “ogni territorio ha una responsabilità nella cura di questa famiglia” (LS 42) che è la comunità dei viventi, di cui noi uomini non siamo padroni ma a cui semplicemente apparteniamo (LS 66-67).  Per questo ci invita a partecipare, resistere e lottare. Scrive infatti: “Poiché il diritto, a vol­te, si dimostra insufficiente a causa della corruzione, si richiede una decisione politica sotto la pressione della popolazione. La società, attraverso organismi non governativi e associazioni intermedie, deve ob­bligare i governi a sviluppare normative, procedure e controlli più rigorosi. Se i cittadini non controlla­no il potere politico – nazionale, regionale e muni­cipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali” (LS 179).

Infine e ultimamente ci chiede di coltivare e diffondere “uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tec­nocratico” (LS 111) e a una “coraggiosa rivoluzione culturale” (LS 114).

Concludiamo questo ricordo di papa Francesco intessuto con le sue parole, con quelle tra esse che più si rivolgono a noi, ai movimenti popolari, al nostro impegno solidale. Nella Fratelli Tutti, l’enciclica sulla fraternità e sulla giustizia sociale che segue e completa la Laudato Si’, Francesco ci saluta così:

“Solidarietà è una parola che non sempre piace; direi che alcune volte l’abbiamo trasformata in una cattiva parola, non si può dire; ma è una parola che esprime molto più che alcuni atti di generosità sporadici. Solidarietà è pensare e agire in termini di comunità, di priorità della vita di tutti sull’appropriazione dei beni da parte di alcuni. È anche lottare contro le cause strutturali della povertà, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della terra e della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi. È far fronte agli effetti distruttori dell’Impero del denaro. La solidarietà, intesa nel suo senso più profondo, è un modo di fare la storia, ed è questo che fanno i movimenti popolari” (FT 116).

Grazie Francesco per aver camminato con noi.

Comunità Laudato Si’ Abbazia di Follina

 

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26 Aprile 2025
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Laghi di Revine: serve una nuova politica di conservazione

Laghi di Revine in pericolo: un patrimonio naturale minacciato da progetti invasivi, degrado ambientale e interventi impropri

I Laghi di Revine, scrigno di biodiversità e parte della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000, sono oggi al centro di una crescente preoccupazione da parte di cittadini e associazioni. Una serie di interventi, progetti e pratiche scorrette sta minando l’equilibrio delicato di questo ecosistema unico nel suo genere.

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17 Aprile 2025
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16 Aprile 2025: un intero canneto spazzato via in pochi minuti.

Marzo/ Siamo a Tarzo, nel lago di Santa Maria, a pochi passi dal Va Dee Femene. Un intero canneto è stato spazzato via in pochi minuti da un cittadino. 

Ricordiamo che la distruzione di un canneto in primavera non è solo una perdita ambientale in termini di vegetazione, ma rappresenta un vero e proprio disastro per la fauna selvatica. In questo periodo, molte specie di uccelli, anfibi e piccoli mammiferi trovano rifugio tra le canne per nidificare o partorire i loro piccoli.

La rimozione improvvisa di un intero habitat può significare:

  • Nidi distrutti, con uova o pulcini ancora incapaci di volare.

  • Cuccioli esposti ai predatori o agli agenti atmosferici.

  • Specie a rischio che perdono uno dei pochi ambienti adatti alla riproduzione.

 

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16 Aprile 2025
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Conegliano: Ritorno alla Terra con la Comunità Giovanile e l'OrtoBio

Appuntamento DOMENICA 13 APRILE a Parè di Conegliano in compagnia di agricoltori, associazioni e cittadini. 

Programma: 

10.30 Saluto di apertura e presentazione dell'azienda Orto Bio-Comunità Giovanile.. A seguire incontro assembleare sul tema Agricoltura e Alimentazione.

11.30- Farro Spelta: la riscoperta di un cereale antico e rustico. Paola Leiballi, nutrizionista, consulente di NaturaSi

12.30/14.00 pausa pranzo con i prodotti dell'orto biologico a cura dei ragazzi della Comunità giovanile. Ad offerta libera e consapevole (non è richiesta la prenotazione)

14.00 Musica con Chiara Callesella-violino

15.00 Come creare una lombricompostiera, Rosella Giocometti dell'Azienda Lombrinico

16.00 L'agricoltura "al servizio" dell'educazione. Presentazione di diverse esperienze territoriali come buone prassi di attualità nelle scuole e con i giovani.

TUTTA LA GIORNATA VISITA ALLA SERRA E ORTO BIOLOGICO, BANCHETTI DI SCAMBIO SEMI RIPRODUCIBILI E PRODUTTORI LOCALI.

Indicazioni Maps >> Comunità Giovanile Conegliano

Vi aspettiamo! 

 

 

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07 Aprile 2025
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Altri articoli …

  1. 03 Aprile 2025: carpa morta nel lago di San Giorgio
  2. Follina (TV) : incontro con la Dottoressa Fiorella Belpoggi
  3. Cison di Valmarino: Alto Trevigiano Servizi e Pfas
  4. 17 Marzo 2025: rospi morti lungo il canale Tajada e Gambero Killer
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Notiziario

  • Fratta: dalla piattaforma nel lago alla piattaforma fuori dal lago.
  • Fratta, il canneto non c'è più.
  • 2026.03/TARZO: Piattaforma sul lago, richiesta integrazione da parte di Arpav
  • No alla speculazione delle coste sarde! Firma la petizione!
  • Il voltagabbana di Tarzo
  • Val Lapisina: nuova cava, nuovi danni.
  • Appuntamento per conoscere le Grave di Ciano

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