La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha comunicato la sospensione del procedimento autorizzativo per la realizzazione della piattaforma galleggiante sul Lago di San Giorgio, prevista nell’ambito del progetto PNRR “Cortili Frattali. Il borgo aumentato sul lago”, promosso dal Comune di Tarzo. (scarica PDF della Soprintendenza)
Il motivo della sospensione è la carenza di documentazione tecnica adeguata, necessaria per una corretta valutazione dell’impatto paesaggistico e ambientale dell’opera. Si tratta esattamente della stessa criticità che il Comitato Difesa Laghi e altre realtà impegnate nella tutela del territorio avevano già evidenziato in più sedi: l’assenza di una progettazione chiara e completa e il rischio di un intervento potenzialmente impattante in un’area naturalisticamente e paesaggisticamente delicata. ( la nostra lettera alla Soprintendenza)
La Soprintendenza ha richiesto al Comune le seguenti integrazioni:
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chiarimenti su eventuali modifiche morfologiche al terreno, come sbancamenti o appoggi per la passerella;
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elaborati grafici aggiornati che rappresentino i percorsi di accesso alla piattaforma;
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una relazione tecnica che giustifichi la scelta dell’area d’intervento e analizzi l’eventuale presenza di opere correlate.
Fino alla presentazione della documentazione richiesta, il procedimento resta sospeso. Se le integrazioni non saranno trasmesse entro 30 giorni dalla comunicazione ufficiale, l’autorizzazione paesaggistica verrà archiviata e il progetto non potrà proseguire.
Una volta completata l’istruttoria paesaggistica, cosa farà la Regione Veneto?
ll progetto ricade all’interno del Sito Natura 2000 “Laghi di Revine Lago - Tarzo” e, per questo, è obbligatoria la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VInCA), che deve essere richiesta dal Comune di Tarzo. Resta però il dubbio: il Comune ha effettivamente attivato questa procedura? La Regione si attiverà per verificare il rispetto delle norme ambientali?
In un territorio dove la Regione ha concesso l'espansione dei vigneti, l'uso massiccio di pesticidi e un modello economico che punta esclusivamente sull'export e sul turismo, la vera domanda è: la Regione sceglierà di proteggere i Laghi di Revine, un patrimonio naturale unico e fragile? I laghi rischiano di essere sacrificati in nome di uno sviluppo che ignora le necessità ecologiche. La scelta è chiara: preservare ciò che rimane di questo ecosistema o continuare a favorire un modello che sta distruggendo il nostro ambiente?
Chiediamo alla Regione di opporsi a questo progetto, per difendere i laghi e l’equilibrio del nostro paesaggio.
E a chi abita, conosce e ama questo territorio, rivolgiamo un invito sentito: domandiamoci se queste opere sono davvero necessarie per il bene dei laghi, dell’ambiente e della nostra comunità? Oppure rispondono soltanto a interessi personali, capricci e giochi di potere mascherati da progresso?"
Comitato Difesa Laghi di Revine
