Laghi di Revine in pericolo: un patrimonio naturale minacciato da progetti invasivi, degrado ambientale e interventi impropri
I Laghi di Revine, scrigno di biodiversità e parte della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000, sono oggi al centro di una crescente preoccupazione da parte di cittadini e associazioni. Una serie di interventi, progetti e pratiche scorrette sta minando l’equilibrio delicato di questo ecosistema unico nel suo genere.
- Progetti di passerelle, piattaforme galleggianti e agricampeggi con piscine artificiali che si estendono fino alle sponde del lago (tutti proposti dalle amministrazioni) che alterano in modo irreversibile l’habitat naturale e violano ogni principio di tutela ambientale. ( progetto 1, progetto 2 )
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Deroghe per l'utilizzo di barche a motore, incompatibili con il carattere protetto e silenzioso dell’area.
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Casi di inquinamento da polistirolo e rifiuti plastici nelle acque da parte delle numerose imbarcazioni lasciate in acqua anche nel periodo invernale, con rischi diretti per pesci, uccelli e altri organismi.
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Presenza di Specie alloctone invasive ( testuggine, pesci siluro, gambero "Killer"), introdotte senza controllo, che compromettono la biodiversità locale.
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Proliferazione incontrollata di alghe, eutrofizzazione e stagnazione delle acque. Problema non risolvibile con il taglio superficiale, oltretutto eseguito quasi sempre in periodi di nidificazione degli uccelli.
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Coltivazioni agricole con uso di chimica a ridosso del lago e del suo canale " Tajada"
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Edifici abbandonati e in rovina, come ad esempio "l'ex Riva d'oro" ,che degradano il paesaggio e sono incompatibili con la conservazione naturalistica
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Tagli di canneti da parte di privati, giustificati come “pulizia”, ma in realtà dannosi per la fauna lacustre: i canneti sono infatti fondamentali per la nidificazione, la filtrazione naturale delle acque e la protezione delle sponde.
Alcuni progetti e interventi, pur apparendo orientati alla valorizzazione del territorio, compromettono la sostenibilità a lungo termine, mettendo a rischio la biodiversità e l'equilibrio che hanno reso questi ecosistemi un patrimonio di valore inestimabile, inoltre, sono in aperto contrasto con le normative di conservazione del sito ZSC IT3240014, minando l'equilibrio generale dell'ecosistema lacustre e rischiando di comprometterne il futuro.
È quindi essenziale che le amministrazioni locali , anziché indebolire le normative di tutela, si impegnino con determinazione nella protezione e nella valorizzazione sostenibile dei laghi, garantendo la conservazione del loro valore naturale per le generazioni future e dove necessario la rinaturalizzazione.
In assenza di una guida chiara e coerente da parte delle istituzioni, anche i cittadini, spesso inconsapevolmente e senza responsabilità diretta, finiscono per incidere negativamente sull'equilibrio ambientale. Proprio per questo, è dalle scelte amministrative che deve partire un cambiamento concreto, capace di orientare le comunità verso una reale cultura della tutela e del rispetto dell’ambiente
Chiediamo con urgenza un cambio di rotta: il rafforzamento dei controlli, il rispetto rigoroso delle normative esistenti e l’attuazione di politiche ambientali coerenti e sostenibili in attesa della applicazione della Restoration Law che fissa l’obbligo di ripristino del 90 per cento degli habitat degradati in Europa entro il 2050.
I Laghi di Revine meritano rispetto, non speculazioni.
Associazione Vallata Sana
