A Tarzo (TV) è stata inaugurata il 5 agosto, quasi in sordina, la nuova scultura “Leone”, realizzata con legno di recupero dall'artista Marco Martalar. L’opera, voluta dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e autorizzata dal Comune, è stata presentata dal Governatore Luca Zaia, proprio nel giorno del sesto anniversario del riconoscimento delle Colline del Prosecco come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La cerimonia è stata organizzata senza annunci pubblici e senza la partecipazione della popolazione. L'impressione è stata quella di una festa privata tra amministratori pubblici e oligarchi del prosecco.

 La scultura, con i suoi oltre 7 metri di altezza e 12 di lunghezza è stata collocata a pochi passi dalle sponde del lago, in un'area a ridosso della zona protetta (Natura 2000) dei Laghi. Costruita su un telaio metallico con travi portanti in larice e rivestita in legno e legname di scarto delle vigne (con o senza pesticidi?), materiale che l’artista ha dichiarato sui social, si erge su un basamento in calcestruzzo di 10x3 metri, spesso 35 cm (30 dei quali interrati), per un totale di 30 metri quadrati di suolo cementificato.  

Il terreno comunale su cui è stata installata è stato concesso in comodato d’uso gratuito per trent’anni dall’Amministrazione di Tarzo, che ha stipulato un apposito contratto con il Consorzio. Tutti gli oneri relativi all’opera – dalla realizzazione alla manutenzione – sono stati assunti dall'Associazione, salvo il basamento in calcestruzzo, realizzato e finanziato ( con fondi PNRR) dal Comune di Tarzo. Il Comune ha mantenuto la facoltà di revocare il comodato per gravi motivi di pubblico interesse o in caso di uso non conforme, con un preavviso di almeno 90 giorni, nel caso di un suo spostamento in altra zona.

Dal sito ufficiale dell'artista apprendiamo che : "Le sculture di Marco Martalar hanno un valore stimato tra i 30.000 €  e gli 80.000 € cadauna fanno parte di vari percorsi naturalistici  di Land Art tra le montagne del Veneto e del Trentino. Si stima che queste istallazioni abbiano generato flussi turistici superiori alle 200.000 unità a dimostrazione che l'Arte, quella bella, può diventare un volano per il turismo e stimolare emozioni sui spettatori. Ogni opera nuova nel primo periodo ha registrato afflussi turistici tra i 500 e le 4.000  persone al giorno".

Pur riconoscendo il valore artistico dell' opera,  espressione del talento di un artista riconosciuto e apprezzato, non possiamo tacere sul fatto che è stata collocata in un'area protetta inserita nella rete Natura 2000 con un habitat naturale delicato e fragile che  richiede una tutela rigorosa della biodiversità. Ad aggravare la situazione vi è il fatto che negli ultimi mesi è stato realizzato un nuovo sentiero molto frequentato dai turisti e che si sta progettando una piattaforma galleggiante all’interno del lago. Siamo difronte ad una sequenza di progetti che aumentano la pressione e il disturbo antropico su un ecosistema vulnerabile che rischia di perdere la sua ricchezza di vita e biodiversità in nome della "valorizzazione" turistica.

Questo tipo di politica, al limite del marketing, si dimostra più interessata alla promozione dell'immagine e al consenso immediato, piuttosto che a progetti di lungo respiro che tutelino davvero il territorio e le comunità che lo abitano. Questa tendenza, ben personificata nel Governatore Zaia,  è sempre più evidente, e si traduce in decisioni che sacrificano il benessere dei cittadini, la tutela ambientale e la qualità della vita, in nome di un progresso che favorisce pochi e penalizza molti.

Quasi tutti i Sindaci e gli amministratori locali vivono un rapporto di sudditanza con il Consorzio del Prosecco, in una dinamica che sta perdendo sempre più la dimensione di una collaborazione equilibrata. In questa logica, i reali interessi delle comunità vengono messi in secondo piano, quando non completamente ignorati.

Non possiamo accettare che il nostro territorio venga gestito come una merce da svendere.  Diciamo basta ai progetti calati dall’alto, che ignorano il contesto ambientale e sociale in cui si inseriscono, ai progetti che  sacrificano la privacy e la tranquillità dei cittadini.

È necessario un cambio di rotta. Chiediamo studi aggiornati, indipendenti e pubblici, che valutino con trasparenza l’impatto delle trasformazioni in corso.
E chiediamo, con forza, l'attuazione di politiche di Conservazione dei laghi e degli ecosistemi fragili del nostro territorio, che non possono essere messi a rischio per logiche economiche di breve periodo, a cominciare dalla applicazione della Restoration Law.

Ci batteremo affinchè il Leone venga spostato. 

Basta svendere il territorio al Consorzio sotto l’egida di sigle come UNESCO che dovrebbero invece proteggerlo.