Ci avviciniamo alla primavera e, sulle sponde dei laghi di Revine Lago, si prepara un’altra grande trasformazione.

Dopo il Leone Alato, che ha portato numerosi turisti all’interno di un’area protetta, e dopo il progetto del maxi parcheggio, dovrebbero partire i lavori per la realizzazione di una piattaforma galleggiante di 30 metri per 30 metri, pari a 600 metri quadrati di superficie.

Un intervento presentato come “valorizzazione”, finanziato nell’ambito del PNRR, che rischia invece di diventare l’ennesimo tassello di un processo di antropizzazione progressiva.

I laghi di Revine, inseriti nella Rete Natura 2000 e riconosciuti come Zona Speciale di Conservazione, non sono uno spazio neutro da attrezzare per eventi e spettacoli, ma un sito di importanza comunitaria che custodisce una biodiversità fragile e preziosa.

Proprio mentre LIPU lancia un allarme drammatico, ( nota 1) negli ultimi 26 anni le popolazioni di uccelli nelle campagne italiane sono diminuite di circa il 33%, con un crollo del 71% delle specie, i comuni di Revine Lago e Tarzo sembrano concentrati su un’altra priorità, la fusione dei loro territori. A quali scopo?

Quello che avrebbero già potuto fare insieme , istituire l’ente parco previsto dalla normativa regionale per la gestione delle aree protette e unificare la tutela delle due aree confinanti, quella dei laghi e quella delle Prealpi Trevigiane, in un’unica struttura ,non è mai stato preso in considerazione.

Alla luce di questo precedente, la fusione appare più come una scelta influenzata da interessi, non benefici,  amministrativi o politici, piuttosto che un passo volto alla tutela dell’ambiente e della cultura dei due territori.

Di fronte a questa impostazione, che privilegia l’immagine e l’attrattività rispetto alla pianificazione ambientale  e importanza storica del nostro territorio, riteniamo che queste Amministrazioni Comunali siano sempre più simili a  influencer del territorio, impegnate a promuovere scenografie e iniziative, che Enti Pubblici in grado di esercitare fino in fondo la loro responsabilità istituzionale.

Con l’arrivo della primavera ribadiamo una posizione chiara, chiedendo lo stop all’antropizzazione dei laghi a scopo di marketing, l’avvio di studi ambientali indipendenti, le valutazioni di incidenza ambientale e l’applicazione della Restoration Law.  

Senza una tutela coraggiosa, la primavera rischia di veder morire i canti degli uccelli lasciandoci nel silenzio di un vuoto assordante

Nota
(1) I dati del Farmland bird index 2025 verranno ufficialmente presentati in un incontro online mercoledi 25 febbraio 2026, realizzato anch’esso grazie al progetto Farmland Bird Index. Censimento ornitologico 2025-2029.
La partecipazione al webinar è libera, previa registrazione, compilando il modulo al seguente LINK

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