Dopo il Leone Alato, anche la piattaforma sui laghi è ormai ultimata. È lì. È stata realizzata. E ora sarà il territorio a doverne sopportare le conseguenze.
Un altro capitolo di una politica che continua a intervenire su un'area protetta della Rete Natura 2000, come se fosse uno spazio qualsiasi da attrezzare, modificare e rendere sempre più “attrattivo”, senza interrogarsi seriamente su quella che dovrebbe essere la priorità assoluta: la sua conservazione.
Questa impostazione la contestiamo radicalmente. E lo diciamo senza mezzi termini: un'area protetta non è un parco giochi.
Non può diventare un contenitore nel quale inserire, un pezzo alla volta, passerelle, piattaforme, strutture e nuove attrazioni con la giustificazione della valorizzazione turistica.
La valorizzazione di un ambiente naturale non significa costruirci qualcosa sopra. Significa esattamente il contrario: avere la competenza e il coraggio politico di non costruire.
La vicenda della passerella e della piattaforma direttamente dentro l’acqua è emblematica. Quella che abbiamo definito senza esitazione una follia è stata fermata dagli enti competenti, che hanno accolto anche le osservazioni delle nostre associazioni.
Eppure, pur di non rinunciare al progetto, si è scelto comunque di andare avanti, spostandola appena mezzo metro fuori dall’acqua.
A questo punto viene da chiedersi: è davvero tutela del territorio o è semplicemente voler vincere, dimostrare di avere il potere di portare comunque a casa il proprio progetto?
In un'area protetta non dovrebbe contare la volontà di imporre una scelta, ma la capacità di capire quando è il momento di fermarsi.
E invece si continua ad andare avanti, come se l'unico obiettivo fosse non perdere la partita. Con quella logica arrogante del “io sono io e voi non siete nulla”, dove la volontà di chi amministra sembra contare più delle ragioni del territorio, delle osservazioni dei cittadini e delle valutazioni degli enti competenti.
Una struttura oggi. Un altro progetto domani. Un'altra idea dopodomani.
È questa la politica che non dobbiamo più accettare.
Ci preoccupa ancora di più sapere che altri progetti sembrano essere nell'aria. E ci chiediamo quanti altri interventi siano già stati discussi, progettati o immaginati negli uffici delle amministrazioni e della Regione, mentre i cittadini ne verranno a conoscenza soltanto quando saranno ormai sufficientemente maturi da essere presentati come decisioni inevitabili.
Non è amministrare nell'interesse della comunità tenere per mesi o anni determinate scelte nei cassetti delle scrivanie, per poi tirarle fuori quando è già stata individuata la strada per realizzarle e quando i giochi sono ormai fatti.
Questa politica non è degna, né tantomeno all’altezza, di gestire un’area protetta di rilevanza europea.
I Laghi della Vallata meritano amministratori che conoscano davvero il valore e la fragilità dei luoghi che governano e una politica capace di comprendere la differenza tra una vera valorizzazione ambientale e la trasformazione di un'area naturale in un luogo sempre più costruito e artificializzato.
Perché parlare continuamente di turismo, attrattività e valorizzazione non può diventare la giustificazione per attaccare e compromettere la biodiversità. E questo modello non ha futuro: lo dimostrano le strutture fatiscenti già presenti.
È questa la strada che si sta già percorrendo: trasformare progressivamente un'area protetta in una successione di attrazioni, strutture e interventi artificiali. Noi diciamo con altrettanta chiarezza che non condividiamo questa visione e che continueremo a contrastarla, politicamente e pubblicamente.
Il rischio è che, un intervento dopo l'altro, quando finalmente ci accorgeremo della trasformazione complessiva, sarà troppo tardi per tornare indietro.
Non siamo disposti ad assistere in silenzio alla progressiva trasformazione dei laghi.
Chiediamo che i Laghi della Vallata vengano sottratti agli artigli dei Comuni rivieraschi e che venga finalmente istituito un Parco naturale, con una gestione realmente orientata alla tutela e alla salvaguardia del territorio.




