Nel 2002 una prima fondamentale ricerca “limnologica” condotta dalla Provincia di Treviso aveva evidenziato la complessità e la delicatezza dei laghi di Revine Lago.
Ad accentuare ulteriormente la loro debolezza ecologica, dovuta al loro essere alimentati principalmente da sorgenti sotterranee di origine carsica e all’essere privi di immissari con una portata d’acqua significativa che ne garantiscano un'adeguata ossigenazione, si sono aggiunte le attività umane: quelle legate alla coltivazione dei terreni circostanti e quelle legate alle attività economiche del settore turistico. Quelle legate alla “coltivazione dei terreni circostanti” hanno coinciso con la spinta all’impianto di nuovi vigneti a ridosso delle sponde che si è registrata negli ultimi anni. Nel 2012 la “Valutazione Ambientale Strategica” della Commissione regionale Vas, a supporto del Piano di Assetto del Territorio dei comuni della vallata, aveva individuato nella diffusione di forme di inquinamento delle acque superficiali e nell’aumento del fenomeno eutrofico i nodi critici da sciogliere per garantire la sopravvivenza dei laghi. Tale “valutazione ambientale” veniva confermata dal rapporto Arpav del 2019 sulla qualità delle acque superficiali che chiariva come lo scarico di azoto e fosforo, contenuti nei fertilizzanti delle coltivazioni circostanti, finisse per favorire il fenomeno della eutrofizzazione e la conseguente diminuzione dell'ossigenazione dell’acqua già carente per la mancanza di immissari.
Le “attività umane” legate alla “valorizzazione turistica” dei laghi hanno prodotto la riduzione delle superfici spondali naturali, la riduzione e frammentazione dei canneti, la scomparsa di superfici ricoperte dai boschetti igrofili e hanno finito per alterare l’equilibrio biologico dell’ambiente lacustre.
Le “zone umide” come lo sono quelle dei laghi di Revine e Tarzo conservano la “diversità biologica” e forniscono l’acqua e la produttività primaria da cui innumerevoli specie di piante e animali dipendono per la loro sopravvivenza. Esse possono sostenere alte concentrazioni di specie di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi pesci e invertebrati e sono anche importanti depositi di “materiale vegetale genetico”.
Non è un caso che nei canneti dei laghi di Revine Lago/Tarzo vivano specie molto rare, localizzate in pochi siti della Pianura Padana. La sua protezione può garantire fonte di cibo per la fauna ed essere terreno di riproduzione e sostentamento dell’avifauna selvatica e della popolazione di anfibi che in migrazione riproduttiva si recano dalla zone di svernamento, situate nelle aree boschive dei rilievi, verso il canale “la Tajada”, il Lago di San Giorgio e il Lago di Santa Maria. I segnali raccolti dall’associazione ecologista LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) nel suo importante lavoro di ricerca e monitoraggio sullo stato dell’avifauna gravitante sui laghi, sia essa stanziale, migratrice o di passo, sono preoccupanti perché evidenziano una riduzione del numero di specie presenti.
A luglio del 2022 il sindaco del Comune di Tarzo presenta un progetto sul Lago di San Giorgio denominato “ Cortili Frattali-Il Borgo aumentato sul lago” che prevede “1.000 mq complessivi di cui 600 calpestabili che aprono un nuovo cortile del borgo in riva al lago e dentro il lago”, per comprendere la portata e le conseguenza ambientali del progetto, l’associazione ecologista “Gruppo d'Intervento Giuridico”, su richiesta di alcuni cittadini, ha inoltrato al Comune di Tarzo in data 11 settembre 2022 un’ istanza di accesso civico, informazioni ambientali ed adozione di provvedimenti riguardo a tale progetto che potrebbe comportare un'ulteriore snaturamento dell‘ecosistema lacustre, senza dimenticare come le piccole dimensioni del lago di Lago (0,5 km2) e del lago di Santa Maria (0,4 km2) non si prestino a ulteriori urbanizzazioni oltre a quelle già esistenti.
L’istanza di accesso civico, informazioni ambientali ed adozione di provvedimenti rispondeva alla necessità di approfondire l’impatto che un simile intervento avrebbe potuto provocare sull’intero ecosistema lacustre.
A tale istanza il Comune di Tarzo non ha ancora risposto. Resta senza riscontro anche un’altra segnalazione, inoltrata, in data 10 ottobre 2022 dall’ Associazione Mamme e del gruppo consiliare di minoranza, ai comuni di Revine e Tarzo e al Dipartimento Regionale per la “qualità delle acque”, con cui si richiedeva un efficace “intervento strutturale” per contrastare la considerevole presenza di alghe e corredando tale segnalazione con delle foto che ne mostravano l’enorme impatto vegetazionale .
Al progetto “ cortili sul lago” hanno fatto seguito altri due devastanti progetti, il bio-campeggio nel lago di Santa Maria e gli“ alloggi galleggianti a uso turistico”nel lago di San Giorgio.
La continua spinta al turismo degli “affari” promossa in questi anni ha determinato l’attuale stato di salute di questa zona ( e non solo), senza un arresto immediato si rischia un “non ritorno “ alla naturalizzazione, oggi più che mai doverosa.
 
06 FEBBRAIO 2023
GRUPPO A DIFESA DEI LAGHI
ASSOCIAZIONE MAMME REVINE LAGO