È quasi pronta la nuova attrazione turistica: una gigantesca scultura in legno raffigurante un leone. Ma perché proprio un leone? Forse una nuova mascotte del marketing enoturistico?
 
Secondo quanto riportato dal sito ARPAV, l’opera — promossa dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e autorizzata dal Comune di Tarzo — prevede la realizzazione di una scultura alta circa 6 metri, lunga 8 e larga 2.
Sarà costruita su un telaio metallico, con travi portanti in larice e un rivestimento in legno. Un’opera imponente, non solo per le dimensioni, ma soprattutto per l’impatto ambientale: sarà installata su un basamento in calcestruzzo di 10x3 metri, spessore 35 cm (di cui 30 interrati), per un totale di 30 metri quadrati di suolo cementificato. Il tutto a pochi metri dalle sponde del lago.
 
L’intervento rientra nel progetto “Cortili Frattali, Borgo Aumentato sul Lago”, presentato come iniziativa di valorizzazione del piccolo borgo di Fratta. Ma è evidente che non si tratta semplicemente di cultura o recupero architettonico. La presenza di passerelle sospese, piattaforme galleggianti, degustazioni enologiche e concerti rivela con chiarezza l’obiettivo reale: trasformare il paesaggio, l'ambiente naturale  in un palcoscenico artificiale, pensato su misura per il turismo esperienziale legato al Prosecco.
 
Eppure, i Laghi della Vallata di Revine fanno parte di un ecosistema di altissimo valore per la biodiversità. L’area, che si estende per 119 ettari, è stata ufficialmente designata nel 2018 come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) nell’ambito della Rete Natura 2000, su indicazione del Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un’area protetta, istituita secondo la Direttiva Habitat dell’Unione Europea, per garantire la tutela di almeno sette specie di interesse comunitario.
 
Com’è possibile che proprio le amministrazioni comunali sembrino le uniche a non riconoscere questo valore? Sindaci che, invece di difendere il territorio, si comportano come esecutori delle strategie del Consorzio del Prosecco, assecondandone ogni richiesta.
 
Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco, facendo riferimento all'opera da loro promossa ha dichiarato: massimo rispetto per le colline UNESCO!.
 
Un rispetto davvero... monumentale, il loro. Fatto di sculture giganti, basamenti in cemento, passerelle galleggianti e spettacoli enoturistici. Chimica, cemento e profitto, persino dentro le aree protette.

Altro che tutela: qui si celebra il territorio come si fa con una bottiglia — svuotandolo fino all’ultima goccia.
 
Associazione Vallata Sana