Riceviamo oggi, 10 agosto, una lettera da un gruppo di cittadini di Fratta e, con il loro consenso, la pubblichiamo integralmente.

Desideriamo innanzitutto ringraziarli sinceramente per averci scritto: il confronto con i cittadini rappresenta un elemento fondamentale per una comunità viva e partecipata. La loro voce, espressa con chiarezza e spirito costruttivo, è per noi motivo di attenzione e riflessione.

Segue il testo integrale della lettera.


Siamo un gruppo di abitanti di Fratta, una località che di recente ha ricevuto una certa notorietà in seguito all’installazione della scultura in legno a forma di leone alato, opera di Marco Martalar, commissionata dall’associazione “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.
Sentiamo l’esigenza di esprimere il nostro disagio e pensiero riguardo ad alcuni punti.
Innanzitutto, lamentiamo la mancanza di comunicazione e confronto da parte dell’amministrazione comunale riguardo agli interventi che sono stati fatti e che sono in corso d’opera nella nostra località.
In particolare la creazione di un sentiero che per dimensioni è più una strada in un’area protetta, a ridosso della riva del lago, e la costruzione di un parcheggio in un’area verde, già ampiamente servita di posti macchina a 500 metri di distanza (due parcheggi presso la Casa delle associazioni e uno
poco più in alto rinnovato con i soldi del PNRR di recente).
Alcuni giorni fa è stata inaugurata anche la scultura monumentale del leone alato con lo scopo di attirare un volume importante di visitatori.

Già in questi primi giorni, questo flusso, prevedibile per la fama dell’artista, ha creato disagio in paese per il non rispetto della segnaletica: parcheggi selvaggi, uso di strade a traffico limitato e la conseguente chiusura da parte di privati di ogni accesso alternativo all’opera e dei campi coltivati adiacenti.

Già in queste prime notti inoltre si sono sentiti alcuni motocicli e altri mezzi transitare verso l’opera ignari che si tratti di un’area protetta dal punto di vista naturalistico.


Questi lavori hanno comportato il taglio di alberi e uno stravolgimento del paesaggio a cui da sempre siamo abituati e che amavamo e trovavamo bello proprio nella sua semplicità.

Di fronte a questi cambiamenti calati dall’alto abbiamo provato un senso di impotenza e di perdita.
Ci preoccupano questi interventi che vanno sicuramente a compromettere la biodiversità del lago e delle sue rive.

Non ci capacitiamo che in una zona protetta e così fragile sia stato possibile posizionare un’attrazione che richiami un numero così grande di visitatori. Non basta che un’opera sia di legno per essere sostenibile.
Temiamo che questo luogo diventi una sorta di parchetto cittadino con panche (già posizionate) e altre strutture come ad esempio un chiosco, una passerella e una piattaforma, servizi igienici, tutte cose che sono in parte nel progetto PNRR “Cortili Frattali. Il borgo aumentato sul lago”, in parte voci che circolano in mancanza di una comunicazione chiara e trasparente da parte delle autorità coinvolte.
Invitiamo chi di dovere a riflettere su queste problematiche e a trovare un collocamento più consono all’opera e ci auguriamo che in futuro si presti più attenzione alle esigenze degli abitanti del luogo e che si tuteli il territorio.