Molti Comuni sono coinvolti nell'installazione di nuove antenne 5G che compaiono improvvisamente, senza preavviso ai cittadini e senza una corretta informazione. Le istituzioni pubbliche, che dovrebbero mettere al primo posto la salute dei cittadini, sembrano complici delle compagnie telefoniche, invadendo la nostra vita quotidiana. (Chi tace, sembra acconsentire.) L'aumento dei limiti di esposizione da 6 V/m a 15 V/m, con la possibilità di arrivare progressivamente, ma silenziosamente, fino a 60 V/m, e la modifica dei controlli delle radiazioni, calcolate sulla media delle 24 ore anziché sui 6 minuti, sta suscitando crescente preoccupazione tra i cittadini e le organizzazioni, anche nel mondo scientifico.

SALUTE: PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E PERMESSI SANITARI 

Il principio di precauzione stabilisce che, in presenza di rischi potenzialmente gravi o irreversibili per l'ambiente o la salute, è necessario adottare misure preventive, anche in assenza di prove scientifiche definitive. In altre parole, se un'attività potrebbe causare danni significativi, è più prudente agire con cautela per evitarli. Questo principio è stato invocato nel dibattito sul 5G, poiché alcune ricerche e organizzazioni hanno sollevato preoccupazioni sui potenziali effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle antenne 5G. Ricordiamo che da sempre le prove scientifiche emergono dopo 10/20 anni.

In particolare, l'Istituto Ramazzini, una delle principali istituzioni di ricerca sui rischi per la salute, ha condotto studi sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche (incluso il 5G) su ratti, suggerendo che esposizioni a lungo termine hanno effetti dannosi, come l'aumento del rischio di tumori e alterazioni cellulari. Questi risultati hanno alimentato il dibattito pubblico sull'accelerazione dell'adozione del 5G senza ulteriori studi approfonditi sui suoi potenziali rischi.

L'ISDE (International Society of Doctors for the Environment), un'organizzazione di medici impegnata nella protezione dell'ambiente e della salute umana, ha espresso preoccupazioni sull'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, invocando l'applicazione del principio di precauzione. L'ISDE ha richiesto una moratoria sull'espansione del 5G fino a quando non saranno condotti studi scientifici sufficienti a garantire che l'esposizione alle onde elettromagnetiche non comporti rischi per la salute umana e l'ambiente.

Secondo la Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978, il Governo ha una competenza specifica in materia di salute pubblica, in particolare riguardo all'uso di tecnologie o forme di energia che potrebbero alterare l'equilibrio biologico e ecologico. Questo è esplicitato nell'articolo 6, comma i, che fa riferimento all'obbligo di un parere sanitario prima di installare tecnologie che potrebbero avere impatti negativi sulla salute.

I sindaci, in quanto autorità locali responsabili della salute e della sicurezza dei cittadini, hanno il dovere di tutelare la salute pubblica, e per questo motivo, dovrebbero richiedere un parere sanitario prima di procedere con l'autorizzazione all'installazione di antenne o altre infrastrutture che potrebbero avere impatti sulla salute della comunità. Il Codice della salute pubblica e il principio di precauzione che orienta molte delle normative in materia di salute e sicurezza ambientale, obbligano le autorità locali a considerare i potenziali rischi per la salute derivanti da tecnologie come le antenne, soprattutto in contesti residenziali o sensibili come scuole, ospedali e aree densamente abitate.

Pertanto, i sindaci, in virtù della loro responsabilità primaria per la salute pubblica, dovrebbero:

  1. Richiedere un parere sanitario alle agenzie competenti, come l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'INAIL (per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro), prima di autorizzare l'installazione di antenne.
  2. Consultare gli esperti sulla valutazione dei rischi legati alle radiazioni elettromagnetiche e agli impatti sulla salute a lungo termine, nonché sugli effetti sulle aree circostanti.
  3. Applicare il principio di precauzione, che implica agire preventivamente per ridurre i rischi per la salute anche in assenza di prove scientifiche certe sui danni.

Inoltre, i sindaci sono i rappresentanti più vicini alla comunità locale, quindi la loro funzione di protezione della salute include anche l'ascolto dei cittadini e la gestione delle preoccupazioni legate a potenziali rischi ambientali o sanitari, come nel caso dell'installazione di antenne.

CHI PAGA? 
Un servizio pubblico è gestito dallo Stato o da enti pubblici per soddisfare un bisogno collettivo, come la sanità, i trasporti o l'energia. Tali servizi sono regolamentati dallo Stato, con obblighi di accesso per tutti e tariffe stabilite.
 
Un servizio di pubblico interesse, invece, riguarda attività che sono utili per la collettività, ma che non sono necessariamente gestite dallo Stato. Le telecomunicazioni (ad esempio, il servizio telefonico) sono un esempio di servizio di pubblico interesse. Pur essendo essenziali per la comunicazione, sono fornite da aziende private che operano in concorrenza tra loro e non sotto il controllo diretto dello Stato.
 
La sentenza del Tribunale di Venezia (28/09/2023) sottolinea che, pur essendo di interesse pubblico, le telecomunicazioni non sono un servizio pubblico in senso stretto. Le compagnie telefoniche sono infatti aziende a scopo di lucro, che offrono il servizio a tariffe di mercato, senza un controllo diretto da parte dello Stato. Inoltre, le infrastrutture (come le antenne) non fanno parte del patrimonio pubblico e non sono destinate a funzioni di interesse pubblico locale, come nel caso di strade e ospedali.
 
Sebbene le telecomunicazioni siano fondamentali per la collettività, non sono considerate un servizio pubblico in senso stretto perché sono gestite da aziende private. Pertanto, il cittadino deve pagare compagnie private( Wind, tre, vodafone,ecc..) per usufruire di un servizio , le quali devono coprire i propri costi di gestione e generare profitti. Il prezzo non è fissato dallo Stato, ma dipende dalla concorrenza tra gli operatori, che stabiliscono i prezzi in base alla domanda e alle strategie commerciali.
 
Sebbene i costi diretti siano a carico degli operatori privati, le amministrazioni locali si trovano a dover gestire e controllare l'installazione di queste strutture, sostenendo oneri significativi per la pianificazione territoriale, la valutazione degli impatti ambientali, il monitoraggio delle radiazioni e la garanzia della sicurezza per la salute pubblica. Mentre le aziende traggono profitto dall'installazione di tali infrastrutture, è il comune che si fa carico dei costi di gestione e controllo, con le risorse pubbliche, ovvero le tasse locali e le spese comunali, a coprire questi oneri. In questo modo, i cittadini finiscono per finanziare indirettamente l'attività privata, senza beneficiare direttamente dei guadagni derivanti da tali installazioni
 
INFORMAZIONE OBBLIGATORIA AI CITTADINI
 
La trasparenza e la tutela della salute e della sicurezza sono le principali motivazioni per cui l'informazione alla cittadinanza è obbligatoria in vari ambiti di interesse pubblico. La modalità di comunicazione deve essere chiara, comprensibile e tempestiva, e gli enti pubblici devono adottare misure per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini, utilizzando anche canali digitali, avvisi pubblici e comunicazioni dirette. Tra i principali ambiti in cui l'informazione obbligatoria è fondamentale, vi sono salute pubblica, ambiente e inquinamento e pianificazione territoriale.
L'informazione obbligatoria ai cittadini sul 5G riguarda principalmente la trasparenza e la sicurezza.
 
IMPORTANZA DI FAR ENTRARE IL PROBLEMA NELLE SCUOLE E ORGANIZZARE IN CONTRI DIDATTICI 

Educare oggi significa anche preparare le nuove generazioni a leggere criticamente il mondo tecnologico in cui vivono. Portare il tema dell’elettrosmog a scuola è un atto di responsabilità educativa. L’installazione diffusa di antenne 5G e l’aumento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici sollevano interrogativi importanti su salute, ambiente e diritti. Portare questi temi nelle scuole è fondamentale per formare cittadini consapevoli e informati. Significa educare alla partecipazione democratica, sviluppare il pensiero critico e promuovere comportamenti responsabili nell’uso della tecnologia. Gli studenti devono poter conoscere i rischi ambientali emergenti, distinguere tra fonti indipendenti e interessi economici, e comprendere l’importanza del principio di precauzione. Incontri didattici con medici, esperti e comitati locali rafforzano il legame tra scuola e territorio, rendendo la scuola un luogo attivo di formazione civica. Educare oggi significa anche preparare le nuove generazioni a vivere in modo consapevole nel mondo tecnologico che le circonda.

ELETTROSENSIBILITA': UNA MALATTIA ANCORA POCO COSIDERATA

L’elettrosensibilità (EHS – Elettroiper-sensibilità) è una condizione riconosciuta da molti medici e ricercatori, in cui le persone sviluppano sintomi fisici debilitanti in presenza di campi elettromagnetici, anche a basse intensità. Mal di testa, disturbi del sonno, affaticamento cronico, tachicardia, problemi cognitivi e cutanei sono tra i sintomi più comuni. Nonostante le numerose testimonianze e studi scientifici, in Italia l’elettrosensibilità non è ancora riconosciuta come malattia dal Servizio Sanitario Nazionale, lasciando migliaia di persone prive di tutela, diagnosi ufficiale e assistenza adeguata.

Chi soffre di EHS si trova spesso costretto a modificare radicalmente la propria vita: evitare ambienti pubblici, spostarsi in aree isolate o schermate, rinunciare a lavoro e relazioni sociali. Le istituzioni, però, continuano a ignorare il problema, e l’urbanizzazione digitale crescente – con l’introduzione del 5G, Wi-Fi ovunque, dispositivi intelligenti – peggiora la situazione.

In alcuni Paesi, come la Svezia, l’elettrosensibilità è riconosciuta come disabilità funzionale. 

È urgente aprire un dibattito serio su questo tema, promuovere la ricerca scientifica indipendente, riconoscere l’elettrosensibilità come malattia ambientale e garantire diritti fondamentali come l’accesso a cure, spazi pubblici e informazioni. Ignorare chi soffre non è solo un errore scientifico, ma una responsabilità etica e politica.

L'elettrosensibilità è una malattia? Ce lo spiega l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (Isde)> Leggi cliccando qui

 


MATERIALE INFORMATIVO

Guida all'informazione inquinamento elettromagnetico: OPUSCOLO FORMATO PDF SCARICABILE

 

 

2G,3G,4G,5G e presto il 6G: quali le preoccupazioni?

Piano Antenne: priorità alla salute e all'ambiente.

 

SENSIBILE (SENSITIVE - english subtitles)

Il primo documentario italiano su MCS e EHS.

Regia, produzione e montaggio di Alessandro Quadretti Fotografia di Matteo De Martini Musiche originali di Massi Amadori e Gianluca De Lorenzi