SALUTE: PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E PERMESSI SANITARI
Il principio di precauzione stabilisce che, in presenza di rischi potenzialmente gravi o irreversibili per l'ambiente o la salute, è necessario adottare misure preventive, anche in assenza di prove scientifiche definitive. In altre parole, se un'attività potrebbe causare danni significativi, è più prudente agire con cautela per evitarli. Questo principio è stato invocato nel dibattito sul 5G, poiché alcune ricerche e organizzazioni hanno sollevato preoccupazioni sui potenziali effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle antenne 5G. Ricordiamo che da sempre le prove scientifiche emergono dopo 10/20 anni.
In particolare, l'Istituto Ramazzini, una delle principali istituzioni di ricerca sui rischi per la salute, ha condotto studi sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche (incluso il 5G) su ratti, suggerendo che esposizioni a lungo termine hanno effetti dannosi, come l'aumento del rischio di tumori e alterazioni cellulari. Questi risultati hanno alimentato il dibattito pubblico sull'accelerazione dell'adozione del 5G senza ulteriori studi approfonditi sui suoi potenziali rischi.
L'ISDE (International Society of Doctors for the Environment), un'organizzazione di medici impegnata nella protezione dell'ambiente e della salute umana, ha espresso preoccupazioni sull'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche, invocando l'applicazione del principio di precauzione. L'ISDE ha richiesto una moratoria sull'espansione del 5G fino a quando non saranno condotti studi scientifici sufficienti a garantire che l'esposizione alle onde elettromagnetiche non comporti rischi per la salute umana e l'ambiente.
Secondo la Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978, il Governo ha una competenza specifica in materia di salute pubblica, in particolare riguardo all'uso di tecnologie o forme di energia che potrebbero alterare l'equilibrio biologico e ecologico. Questo è esplicitato nell'articolo 6, comma i, che fa riferimento all'obbligo di un parere sanitario prima di installare tecnologie che potrebbero avere impatti negativi sulla salute.
I sindaci, in quanto autorità locali responsabili della salute e della sicurezza dei cittadini, hanno il dovere di tutelare la salute pubblica, e per questo motivo, dovrebbero richiedere un parere sanitario prima di procedere con l'autorizzazione all'installazione di antenne o altre infrastrutture che potrebbero avere impatti sulla salute della comunità. Il Codice della salute pubblica e il principio di precauzione che orienta molte delle normative in materia di salute e sicurezza ambientale, obbligano le autorità locali a considerare i potenziali rischi per la salute derivanti da tecnologie come le antenne, soprattutto in contesti residenziali o sensibili come scuole, ospedali e aree densamente abitate.
Pertanto, i sindaci, in virtù della loro responsabilità primaria per la salute pubblica, dovrebbero:
- Richiedere un parere sanitario alle agenzie competenti, come l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'INAIL (per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro), prima di autorizzare l'installazione di antenne.
- Consultare gli esperti sulla valutazione dei rischi legati alle radiazioni elettromagnetiche e agli impatti sulla salute a lungo termine, nonché sugli effetti sulle aree circostanti.
- Applicare il principio di precauzione, che implica agire preventivamente per ridurre i rischi per la salute anche in assenza di prove scientifiche certe sui danni.
Inoltre, i sindaci sono i rappresentanti più vicini alla comunità locale, quindi la loro funzione di protezione della salute include anche l'ascolto dei cittadini e la gestione delle preoccupazioni legate a potenziali rischi ambientali o sanitari, come nel caso dell'installazione di antenne.
Educare oggi significa anche preparare le nuove generazioni a leggere criticamente il mondo tecnologico in cui vivono. Portare il tema dell’elettrosmog a scuola è un atto di responsabilità educativa. L’installazione diffusa di antenne 5G e l’aumento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici sollevano interrogativi importanti su salute, ambiente e diritti. Portare questi temi nelle scuole è fondamentale per formare cittadini consapevoli e informati. Significa educare alla partecipazione democratica, sviluppare il pensiero critico e promuovere comportamenti responsabili nell’uso della tecnologia. Gli studenti devono poter conoscere i rischi ambientali emergenti, distinguere tra fonti indipendenti e interessi economici, e comprendere l’importanza del principio di precauzione. Incontri didattici con medici, esperti e comitati locali rafforzano il legame tra scuola e territorio, rendendo la scuola un luogo attivo di formazione civica. Educare oggi significa anche preparare le nuove generazioni a vivere in modo consapevole nel mondo tecnologico che le circonda.
ELETTROSENSIBILITA': UNA MALATTIA ANCORA POCO COSIDERATA
L’elettrosensibilità (EHS – Elettroiper-sensibilità) è una condizione riconosciuta da molti medici e ricercatori, in cui le persone sviluppano sintomi fisici debilitanti in presenza di campi elettromagnetici, anche a basse intensità. Mal di testa, disturbi del sonno, affaticamento cronico, tachicardia, problemi cognitivi e cutanei sono tra i sintomi più comuni. Nonostante le numerose testimonianze e studi scientifici, in Italia l’elettrosensibilità non è ancora riconosciuta come malattia dal Servizio Sanitario Nazionale, lasciando migliaia di persone prive di tutela, diagnosi ufficiale e assistenza adeguata.
Chi soffre di EHS si trova spesso costretto a modificare radicalmente la propria vita: evitare ambienti pubblici, spostarsi in aree isolate o schermate, rinunciare a lavoro e relazioni sociali. Le istituzioni, però, continuano a ignorare il problema, e l’urbanizzazione digitale crescente – con l’introduzione del 5G, Wi-Fi ovunque, dispositivi intelligenti – peggiora la situazione.
In alcuni Paesi, come la Svezia, l’elettrosensibilità è riconosciuta come disabilità funzionale.
È urgente aprire un dibattito serio su questo tema, promuovere la ricerca scientifica indipendente, riconoscere l’elettrosensibilità come malattia ambientale e garantire diritti fondamentali come l’accesso a cure, spazi pubblici e informazioni. Ignorare chi soffre non è solo un errore scientifico, ma una responsabilità etica e politica.
L'elettrosensibilità è una malattia? Ce lo spiega l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (Isde)> Leggi cliccando qui
MATERIALE INFORMATIVO
Guida all'informazione inquinamento elettromagnetico: OPUSCOLO FORMATO PDF SCARICABILE
2G,3G,4G,5G e presto il 6G: quali le preoccupazioni?
Piano Antenne: priorità alla salute e all'ambiente.
SENSIBILE (SENSITIVE - english subtitles)
Il primo documentario italiano su MCS e EHS.
Regia, produzione e montaggio di Alessandro Quadretti Fotografia di Matteo De Martini Musiche originali di Massi Amadori e Gianluca De Lorenzi



